Un gigante di pietra rossa che ha resistito al tempo per più di 5000 anni. Sì, avete letto bene: cinque millenni di vento, sole e silenzio, e lui è ancora lì, impassibile, come un antico guardiano del territorio.
Alto quasi 6 metri, con la sua faccia levigata e le tre misteriose coppelle scavate nella pietra, questa colonna di tufo trachitico sembra un monumento lasciato dagli dèi del Neolitico. Nessuno sa esattamente perché fu eretto, forse segnalava un luogo sacro, forse custodiva i segreti di un culto, o semplicemente era un punto di riferimento per chi abitava queste colline.
E il bello è proprio questo, avvicinandovi, vi sentirete piccoli, ma al tempo stesso parte di una storia millenaria. Il vento gioca tra i fili d'erba, il sole cambia colore sulla pietra e per un attimo potreste immaginare gli uomini e le donne del passato che lo osservavano, lo veneravano.
Il Menhir di Monte Corru Tundu non è solo un pezzo di roccia, è un ponte tra il presente e un tempo lontanissimo, una delle piccole magie che rendono la Sardegna così unica.
