Sono tra le tombe prenuragiche più grandi e belle di tutta la Sardegna, talmente scenografiche che sembrano uscite fuori dal preistorico mondo de "I Flintstones", e suggestive al punto da far emettere un sonoro YABBA DABBA DOO a chiunque le visiti.
Ci troviamo ad 1 chilometro a sud di Villa Sant’Antonio, un piccolo e grazioso borgo dell’Alta Marmilla incastonato tra morbide colline dal profilo serpeggiante, protagoniste di un panorama lussureggiante colorato da un territorio verdeggiante.
Gran parte del merito di cotanta rigogliosità va data all’origine vulcanica di questi luoghi, originati all’alba dei tempi da del materiale magmatico fuoriuscito dal suolo, e che una volta solidificatosi, ha dato poi vita agli strati di quella trachite tanto amata dalle popolazioni preistoriche sarde.
Il risultato? Un tipo di roccia porosa che è perfetta per essere scalpellata e lavorata.
Nasce così l’usanza pre nuragica di ottenere delle piccole grotte scavate nella pietra per utilizzarle come luogo di sepoltura, ed il sito di Genna Salixi ne è un esempio letteralmente monumentale.
14 tombe in totale di una bellezza maestosa: ingressi imponenti; ampi ambienti interni accuratamente modellati; dettagli come solchi per un focolare od incisioni per lo scolo dell’acqua. Senza parlare dell’atmosfera sacra e solenne che ancora si respira al loro interno.
Una necropoli le cui arcaiche atmosfere catapultano l’immaginazione a 3500 anni fa, facendo respirare quel sapore preistorico che spesso si percepisce solo nei film o nei cartoni animati!
