È così massiccio, imponente e resistente, che se fossimo nella favola dei tre porcellini, il lupo non avrebbe nemmeno osato provare ad abbatterlo con il suo soffio.
Stiamo parlando del protonuraghe Bruncu Madugui (o Bruncu Maduli), un autentico gigante di pietra eretto circa 3.800 anni fa e che, nonostante i millenni trascorsi e le incessanti avversità climatiche, è ancora lì, saldo, resiliente, a dominare l’incantato panorama di Sa Jara Manna, una delle location più suggestive di tutta la Sardegna.
Alto oltre 4 metri, questo imponente esempio di architettura pre-nuragica è costruito con enormi massi di basalto sapientemente incastrati tra loro. La sua forma non è regolare né immediatamente riconducibile a quella di un nuraghe classico, è infatti più grezza, essenziale, quasi primordiale, ma la sua funzione rimane chiara ed inequivocabile, ovvero proteggere e durare nel tempo. E se ancora oggi siamo qui ad ammirarne la presenza, si può senza dubbio alcuno affermare che la sua missione sia pienamente compiuta.
All’interno si distinguono ambienti che potevano avere funzione abitativa o militare, ma ciò che più di ogni altra cosa ne rivela l’importanza, è la posizione sopraelevata e strategica. Da qui lo sguardo spazia sulla vasta distesa collinare della Marmilla e sulla pianura del Campidano, come se il protonuraghe fosse un sovrano seduto sul suo trono, intento a vegliare e a proteggere il territorio sottostante.
Visitare questo prezioso frammento di storia non significa solo compiere un viaggio nel tempo, ma anche scoprire una delle peculiarità naturalistiche più affascinanti dell’isola: Sa Jara Manna, nota anche come “l’isola nell’isola”. Un altopiano unico, punteggiato da specie animali e vegetali endemiche, tra cui i leggendari Cavallini della Giara, piccoli equini selvatici che vivono liberi in un ambiente straordinario per ricchezza faunistica e floristica.
