Campidano di Sanluri e Marmilla

Castello Medievale Castello Eleonora d'Arborea

  • Accessibilità disabili: Si
  • Difficoltà percorso: Facile
  • Parcheggio: A bordo strada
  • Distanza dal parcheggio: Breve
  • Servizi: No
  • Sito gestito: Si

Costruito in meno di un mese nell’estate del 1355, il Castello di Sanluri nacque per volontà del Re Pietro IV d’Aragona.
A distanza di oltre sei secoli, questo resiliente prodigio dell’architettura medievale è l’unico castello abitabile tra gli 83 presenti in tutta la Sardegna.

Questa fortezza, anche nota col nome di Castello Eleonora d'Arborea, è un monumento che racchiude in sé la fine di un’era e l’alba di un’altra, simbolo della Sardegna giudicale che, gradualmente, cedette il passo al Regno d’Aragona, il quale dominò l’isola per un secolo e mezzo, dal 1324 al 1479.
Eppure, dopo 670 anni di storia, il Castello continua a presentarsi in splendida forma, con le sue mura possenti che gli donano un portamento fiero ed elegante, e gli interni che, invece, raccontano epoche lontane con un fascino che non ha mai perso un solo battito: stanze che profumano di nobiltà, memorie e silenziose leggende.
Oggi il Castello ospita il Museo Risorgimentale Duca d’Aosta. Qui, tra sale suggestive e ambienti d’altri tempi, prendono vita antichi documenti e giornali del Risorgimento, armi della Prima Guerra Mondiale, cimeli garibaldini e una preziosa collezione di oltre 400 opere artistiche datate tra il Cinquecento e l’Ottocento. Un vero scrigno storico, in cui ogni stanza sembra trattenere il respiro prima di svelare il proprio tesoro.

Ma il Castello non è solo un edificio, è il cuore pulsante di un borgo che profuma di Medioevo.
Sanluri conserva ancora oggi strette viuzze che sembrano fatte per il passo dei cavalieri, piccole chiese che raccontano devozioni antiche e case storiche che sussurrano ricordi di un tempo lontano.
Ed è proprio qui che, ogni anno, il Medioevo torna a vivere davvero durante La Festa del Borgo e Sa Battalla, la celebre rievocazione della battaglia del 1407 tra il Giudicato d’Arborea e il Regno d’Aragona. Per qualche giorno, tra armature scintillanti, bandiere al vento e tamburi di guerra, il passato riapre gli occhi.

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