Lasciate che Sardenya vi presenti un luogo che non ha di certo bisogno di alcuna lezione su come distinguersi.
Unico comune termale del Campidano di Sanluri.
Uno dei pochissimi borghi in tutta la Sardegna ad avere nel proprio centro storico un’area archeologica.
In una parola: Sardara.
Dopotutto c’è sempre una validissima ragione se il Touring Club Italiano assegna ad un paese una delle sue Bandiere Arancioni, e qui a Sardara, di motivi per far garrire fieramente questo prestigioso drappo ce ne sono a dozzine.
In cima alla lista delle meraviglie troviamo le Aquae Neapolitanae, nome che gli antichi romani diedero alle sorgenti di Santa Maria Acquas (località a 4 chilometri dal centro abitato), e su cui nel 200 a.C. fecero sorgere quello che era un vero e proprio tempio votivo termale.
E se il sottosuolo delle campagne sardaresi è riscaldato da un’acqua tra i 50 ed i 68 gradi °C, a rendere calda ed invitante l’atmosfera in paese ci pensa uno dei Pozzi Sacri meglio conservati della Sardegna, quello di Sant’Anastasia, localmente noto anche come “Sa Funtana de Is Dolus” (la fonte dei dolori).
Questo luogo di culto nuragico incastonato in un centro storico dalle atmosfere medievali, è circondato da un’area sacra comprendente diverse capanne e dalla chiesa di Sant’Anastasia, costruita sulle spoglie di un edificio bizantino, e al cui interno si trova un secondo e più piccolo pozzo sacro.
Il resto del borgo è da assaporare passo dopo passo, dove tra viottole in pietra e scorci suggestivi troviamo edifici storici come Villa Abbas (ospitante il Museo Archeologico), Casa Pilloni, e Villa Diana, residenze appartenenti all’itinerario delle Ville e Dimore di Pregio in Sardegna.
E come ciliegina su una torta già ricca e succulenta, a pochi chilometri a sud del paese su un colle a 280 metri di altezza troviamo il Castello medievale di Monreale, un’importante ed imponente struttura fortificata ora ridotta a rudere, ma che nel periodo del suo massimo splendore contava un borgo racchiuso da 8 torri su una superficie totale di 4,6 ettari.
Una piacevole e curiosa attrazione che offre interessanti tracce di quel che fu, oltre a panorami mozzafiato sulla pianura del Campidano e sui colli della Marmilla.
