Anglona e Romangia

Nuraghe Ruju

  • Difficoltà percorso: Facile
  • Parcheggio: A bordo strada
  • Distanza dal parcheggio: Breve
  • Sito gestito: No

La Sardegna è così, gironzoli spensierato godendoti i suoi paesaggi bucolici e dai mille profumi, e tutto ad un tratto ti si para davanti un monumento archeologico che come un magnete attira la tua attenzione calamitando inevitabilmente il tuo sguardo su di esso.

Una scena comune e consueta nell'isola con la più alta concentrazione di siti archeologici del mondo, e nello specifico, è esattamente ciò che succede anche quando percorrendo la Strada Statale "Sassari-Tempio", dove a palesarsi è il mitologico Nuraghe Ruju.
“Ruju” in sardo significa “rosso”, come le pietre trachitiche che gli donano quella particolare tonalità calda, capace di dialogare perfettamente con la cornice paesaggistica dell’Anglona che lo abbraccia. Una cornice composta da colline, rilievi e vallate ricoperte da boschi e macchia mediterranea, che custodiscono gelosamente una miriade di perle nuragiche e pre-nuragiche dal fascino sconcertante.
A dispetto dei millenni trascorsi dalla sua edificazione, il Nuraghe Ruju si presenta ancora oggi in splendida forma, con il suo torrione dalla silhouette perfettamente tondeggiante, alto oltre sei metri e articolato internamente su due livelli.

Per visitarlo non servono prenotazioni né biglietti, basta accostare lungo la strada, scendere dall’auto e raggiungerlo con pochi passi. In un istante ti ritrovi al suo cospetto per un saluto rispettoso, magari accarezzando le sue pietre intrise di storia, e lasciando così che la sua presenza, forte e immutabile, ti ricordi quanto in Sardegna il passato sia ancora parte viva del paesaggio e dell’esperienza di chi lo attraversa.

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