Anglona e Romangia

Nuraghe San Giorgio

  • Difficoltà percorso: Facile
  • Parcheggio: A bordo strada
  • Distanza dal parcheggio: Breve
  • Sito gestito: No

A Perfugas, come nel resto dell'Anglona succede spesso una cosa curiosa: parti per una passeggiata in mezzo ad una natura dai paesaggi dolci e selvatici, e  la finisci per fare un viaggio in un tempo distante millenni.

Il nuraghe di San Giorgio se ne sta lì, poco distante dall’omonima chiesa campestre, con l’aria di chi ne ha viste tante e non sente il bisogno di raccontarle tutte.
La sua torre monolitica domina il paesaggio con quella fierezza un po’ ruvida tipica dei migliaia di nuraghi disseminati in tutta la Sardegna. È parzialmente crollato, è vero, ma non ha di certo perso il carisma, e anche così, riesce ancora ad imporsi come punto di riferimento di quel paesaggio arcaico e bucolico, come una sentinella silenziosa di un territorio che pullulava di vita già nell’Età del Bronzo.
Le pietre, consumate dal vento e dalla pioggia, raccontano di mani sapienti che le hanno posate una sull’altra con precisione millimetrica, senza malta, affidandosi solo all’equilibrio, all'ingegno ed all’esperienza.
Avvicinandosi, si percepisce quella sensazione che è un misto di curiosità e suggestione. Ci si chiede chi lo abitasse, chi lo difendesse, chi scrutasse l’orizzonte dall’alto della torre, pronto a cogliere ogni minimo cambiamento nel paesaggio.

Il Nuraghe di San Giorgio non ha bisogno di effetti speciali. Non è un monumento da cartolina patinata, ma uno di quelli che si fanno apprezzare lentamente, passo dopo passo. È una presenza discreta ma costante, che non alza la voce e non chiede attenzione, e proprio per questo finisce per ottenerla. Basta fermarsi qualche minuto, ascoltare il silenzio e lasciar lavorare l’immaginazione.

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