Anglona e Romangia

Nuraghe Paddaggiu o Paddaju

  • Difficoltà percorso: Facile
  • Parcheggio: A bordo strada
  • Distanza dal parcheggio: Breve
  • Sito gestito: No

Percorri allegramente la strada che collega Castelsardo a Santa Teresa di Gallura e ad un certo punto te lo ritrovi lì, appollaiato a pochi metri dalla tua carreggiata che ti osserva, fiero, elegante, completamente abbinato col paesaggio circostante.

Il nuraghe Paddaggiu non è altro che uno dei 6000 nuraghi ancora presenti in Sardegna, e come ognuno di loro, è pervaso da un alone di fascino e mistero che attirano inevitabilmente l'occhio di coloro che si trovano a passargli accanto, anche se solo per qualche istante mentre si è a bordo della propria auto sulla SP90. Qualche istante appunto, tanto basta per riuscire a scrutarne l'arcaico fascino sprigionato dalla sua forma stoicamente conica, tipica delle celebri costruzioni nuragiche simbolo della Sardegna stessa.
Ma questa fortezza "polilitica" che ha attraversato millenni di primavere non è godibile solamente esternamente ed in maniera fugace, nonostante non sia gestito e curato come altri siti archeologici della zona, lo si può visitare liberamente al suo interno dopo una brevissima passeggiata lungo un sentiero che conduce al suo cospetto, così da godere non solo del suo incantevole aspetto esteriore, ma farsi rapire anche dalla suggestione dei suoi interni.

Anche se appare solitario nel bel mezzo delle campagne dell'Anglona, solo in realtà non lo è. Nei paraggi infatti la compagnia è quella delle migliori occasioni: la fiabesca Casa delle Fate di Sedini; Castelsardo, uno dei borghi più belli d'Italia; la celeberrima Roccia dell'Elefante, metà tomba millenaria e metà monumento naturale; una costa variopinta e scintillante, sono solo alcune delle meraviglie che costellano questa fetta di Sardegna tutta da vivere e scoprire.

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