Oristanese

Stagno di Mari Ermi

  • Accessibilità disabili: Si
  • Difficoltà percorso: Facile
  • Parcheggio: Si
  • Distanza dal parcheggio: Breve
  • Servizi: No

Prima la distesa d'acqua rosa e immobile, un secondo dopo il fragore del mare che sbatte sulla sabbia di quarzo: lo Stagno di Mari Ermi vive di questo contrasto ipnotico. Chiuso in un guscio di dune a un soffio dal litorale di Cabras, questo specchio salmastro è uno dei luoghi in cui la natura della penisola del Sinis si mostra più sfrontata e pura, priva di filtri o cemento.

I veri padroni di casa qui non sono gli uomini, ma le migliaia di fenicotteri che usano la laguna come scalo privato, specchiandosi nelle sue acque basse accanto ad aironi, cavalieri d'Italia e falchi di palude. Tutto intorno la terra odora di sale, elicriso e tamerici, in un paesaggio orizzontale dove l'unico confine all'orizzonte è la sagoma dell'Isola di Mal di Ventre.

Venire fin qui significa immergersi in una dimensione selvaggia per poi fare due passi e trovarsi sui famosi "chicchi di riso" di quarzo multicolore della spiaggia di Mari Ermi. Ma la zona è anche una porta d'accesso per la storia: da qui ci si sposta in un baleno verso la vicina Is Aruttas, la città punica di Tharros affacciata sul mare o il museo di Cabras, dove gli enigmatici Giganti di Mont'e Prama continuano a vegliare su questo angolo di Sardegna.

Meteo


Cerca

Social

Cerca