Tra i rilievi di Tertenia, il nuraghe Nastasi irrompe nel paesaggio con il tono scuro del porfido locale, spezzando la macchia mediterranea che ne avvolge i fianchi.
Più che un semplice punto d'osservazione, questo complesso nasce come una vera fortezza di pietra pensata per presidiare la piana e sbarrare la strada a chiunque risalisse dal litorale dell'Ogliastra meridionale.
L'architettura tradisce l'ambizione del cantiere originario. Attorno alla torre centrale si sviluppa una cintura di corpi secondari uniti da bastioni imponenti, dove i grandi massi scuri sono stati incastrati a secco per assecondare la spina rocciosa della collina. Anche se il tempo ne ha fatto crollare i livelli superiori riempiendo di macerie i passaggi interni, la superficie dei muri esterni mantiene la compattezza del progetto difensivo.
All'esterno del perimetro difensivo, le basi in pietra delle capanne scendono lungo i declivi confermando che Nastasi non era un avamposto isolato, ma il cuore politico ed economico di un abitato stanziale. Durante l'Età del Bronzo la comunità locale trovava qui il proprio riferimento per organizzare le greggi, distribuire le colture e garantire la sicurezza di un intero settore costiero della Sardegna orientale.
