Inglobato direttamente nella maglia urbana di Uri, il Complesso nuragico di Santa Caterina (noto anche come Santa Cadrina) offre uno dei rari esempi di insediamento sardo fiorito all'interno di un centro abitato moderno.
La struttura principale, edificata tra il XVI e il XIV secolo a.C. con blocchi di calcare e trachite, si articola attorno a un imponente mastio cinto da due torri minori e da un cortile provvisto di un antico pozzo.
La vita della comunità si svolgeva attorno al bastione trilobato e al villaggio di capanne che si estende lungo il piccolo rilievo affacciato sulla valle del Rio Carrabusu. Le indagini svolte negli ambienti hanno evidenziato la presenza di un focolare comunitario nella capanna principale e di forni per la cottura dei cibi e la lavorazione dei metalli, elementi che testimoniano una spiccata organizzazione domestica e artigianale locale.
I reperti litici e ceramici mostrano una frequenza abitativa che, superata l'Età del Bronzo, è proseguita durante le epoche romana, bizantina e medievale giungendo fino a noi. Oggi racchiuso all'interno di un parco cittadino terrazzato, il sito di Santa Cadrina costituisce un simbolo identitario fondamentale per Uri, documentando ben quattromila anni di continuità storica nello stesso punto del paese.
