Scavata nel costone di trachite rosa che domina la valle del Rio Mannu, la necropoli di Santu Pedru ad Alghero riunisce dieci domus de janas di straordinaria complessità architettonica.
Utilizzate con continuità dal Neolitico Recente fino all'Età del Bronzo, queste tombe ipogee colpiscono per le dimensioni monumentali degli ambienti, alcuni dei quali preceduti da ampi atri a cielo aperto che simulano i cortili delle dimore dei vivi.
La planimetria interna riproduce con impressionante realismo l'architettura domestica dell'epoca. Le pareti presentano false porte, architravi intagliati a rilievo, zoccolature e grandi focolari incassati nella pietra viva. Elemento di assoluto rilievo è la celebre Tomba dei Vasi Bisanti, così chiamata per i manufatti unici qui scoperti, impreziositi da motivi geometrici dipinti con pigmenti a base di ocra rossa.
I depositi sotterranei hanno restituito una mole eccezionale di reperti, tra cui ceramiche attribuite alle culture di Ozieri, Abealzu, Filigosa e Monte Claro, oltre a ornamenti personali in osso e selce. Santu Pedru si conferma un sito di primaria importanza per decifrare l'evoluzione dei riti funerari e le abilità tecniche delle antiche genti sarde.
