Marghine e Goceano

Nuraghe Santa Sabina

  • Accessibilità disabili: No
  • Difficoltà percorso: Facile
  • Parcheggio: Si
  • Distanza dal parcheggio: Breve
  • Servizi: No
  • Sito gestito: Si

Silenzio di basalto e ginestre avvolge la conca di Silanus, dove il nuraghe Santa Sabina e l'omonimo santuario cristiano dividono lo stesso frammento di terra.

La torre preistorica emerge dalla pietra lavica con un blocco severo, chiuso attorno a una tholos che trattiene l'eco di antiche pratiche comunitarie e gesti ormai perduti nel vento. A pochi metri di distanza, la chiesetta campestre innalza i suoi muri intonacati di bianco, creando un contrappunto cromatico netto tra il nero della lava antica e la calce della devozione medievale che ancora oggi raduna la comunità durante le feste.
Nessuna recinzione separa i due edifici, lasciando che il cortile erboso diventi un terreno d'incontro diretto tra ere remote. I pastori e i pellegrini che un tempo salivano su questo altopiano lasciavano tracce materiali che oggi affiorano tra le radici dei lentischi e la terra battuta del pianoro, testimoniando una frequentazione ininterrotta dei luoghi sacri. Percorrere questi sentieri consente di percepire una continuità spirituale che attraversa i secoli.

L'esperienza della visita muta radicalmente rispetto ad altri siti isolani. Qui non si osserva soltanto una rovina protostorica, ma si attraversa una soglia viva in cui la pietra dei nuragici e la campana della festa patronale continuano a spartirsi lo stesso respiro del vento e della storia.

Meteo


  • Attività locali e luoghi nei dintorni

Cerca

Social

Cerca