Marghine e Goceano

Necropoli Filigosa

Ci si ritrova a Filigosa quasi a sorpresa, immersi nella piana di Macomer, dove la pietra vulcanica affiora dal terreno segnata da tagli netti e profondi. L'impatto con queste bocche oscure intagliate nel banco di roccia suscita un senso di immediata reverenza, trasmettendo la percezione di trovarsi sulla soglia di uno spazio riservato al sacro.

La necropoli si compone di quattro tombe ipogeiche scavate nella roccia vulcanica, note come domus de janas, che hanno dato il nome alla celebre cultura di Filigosa. L'elemento architettonico più caratteristico è rappresentato dai lunghi corridoi d'accesso scoperti, denominati dromos, tagliati nel banco roccioso fino a sei metri di lunghezza. Attraverso il varco d'ingresso si accede ad anticamere e camere funerarie a pianta circolare o poligonale, arricchite da elementi scolpiti come portelli riquadrati, gradini e pilastri che imitano le strutture abitative dei vivi. I rinvenimenti ceramici e gli strati di sepoltura attestano un riuso prolungato dei vani durante l'età del rame e del bronzo.

Osservare l'intreccio tra la roccia lavorata e il paesaggio permette di avvertire l'eredità spirituale di una comunità che ha saputo trasformare la pietra grezza in una dimora eterna. Il luogo offre la memoria tangibile e suggestiva di un legame indissolubile con il culto antico degli antenati.

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