La leggenda narra che ci troviamo davanti a due amanti in fuga resi roccia mentre cercavano di realizzare il loro sogno d’amore.
Questi due possenti massi di granito rosa sono risalenti all’epoca pre-nuragica (3200-2800 a.C.), e riconducibili alla cultura di Ozieri.
Il monolite più grande, quello rappresentante la Dea Madre, chiamato anche in sardo Sa Sennoredda (La Signorina), è alto 260 cm, il secondo, quello che raffigura il Dio Toro, è invece alto 180 cm.
I menhir di Perdas Longas sono il simbolo di una comunità arcaica che per secoli trovavano nella pietra un tramite per connettersi al divino, alla terra e all’universo, in un luogo come quello delle campagne campidanesi che invita al raccoglimento, alla contemplazione e a lasciarsi sorprendere da quel senso di mistero che avvolge i grandi segreti del passato.
Solo un consiglio: evitate di visitare questo magico luogo col vostro partner se non volete correre il rischio di venire trasformati anche voi in menhir!
