Sulle sponde del golfo dell'Asinara sorgeva un tempo Turris Libisonis, l'odierna Porto Torres, che fu la colonia romana più fiorente e strategica della Sardegna settentrionale.
Nata in epoca repubblicana e potenziata sotto la dinastia dei Giulio-Claudi, la città accumulò immense ricchezze grazie ai traffici marittimi e commerciali, trasformandosi in un nodo cruciale per l'intera amministrazione imperiale nell'isola.
Le vestigia archeologiche meglio conservate includono le grandiose Terme Maetzke e il complesso termale di Palltavanti, impreziositi da luminosi pavimenti musivi decorati con motivi marini e geometrici. Poco distante si sviluppa la celebre Domus di Orfeo, nota per l'ampio peristilio e per il raffinato tappeto pavimentale che raffigura il mitico cantore intento ad ammaliare le fiere con la potenza della sua musica.
Il percorso di scoperta comprende inoltre i poderosi resti del ponte romano sul fiume Mannu, un'opera ingegneristica di straordinaria fattura ancora oggi ammirabile, oltre alla vicina area suburbana caratterizzata dalle necropoli imperiali. Turris Libisonis restituisce con eccezionale chiarezza il volto di una romanizzazione profonda, fatta di lusso urbano, architetture monumentali e intensi scambi nel cuore del Mediterraneo antico.
