San Pietro e Sant’Antioco

Ponte Romano

  • Accessibilità disabili: No
  • Difficoltà percorso: Facile
  • Parcheggio: A bordo strada
  • Distanza dal parcheggio: Breve
  • Servizi: No
  • Sito gestito: No

Nella suggestiva cornice dello stagno di Santa Caterina, all'ingresso dell'isola di Sant'Antioco, il ponte romano rappresenta un'opera d'ingegneria unica nel suo genere in Sardegna.

A differenza della maggior parte delle strutture simili concepite per superare corsi d'acqua o dislivelli montani, questa monumentale infrastruttura nacque per unire direttamente un'isola alla terraferma sarda sfruttando il sistema di isolotti dell'istmo.
Edificato nel corso del I secolo dopo Cristo, quando l'antica città di Sulky viveva una fase di straordinario splendore commerciale all'interno del Mediterraneo occidentale, il manufatto costituiva il tratto terminale della grande strada che collegava Karalis, l'odierna Cagliari, con l'importante centro sulcitano. L'imponente tracciato originario, realizzato con blocchi di pietra squadrata e caratterizzato da più arcate, consentiva il passaggio costante di merci e viaggiatori attraverso la laguna.

Conosciuto tradizionalmente anche con il nome dialettale di Su Ponti Mannu (il ponte grande), il sito ha attraversato i secoli subendo modifiche, danneggiamenti e interventi di restauro in epoche diverse, tra cui quelli ottocenteschi e del primo Novecento. Per lungo tempo utilizzato e affiancato in seguito dalle infrastrutture della modernità come la ferrovia, il ponte è stato infine dismesso dalla viabilità ordinaria a metà del Novecento, trasformandosi in un pregevole monumento storico che testimonia duemila anni di storia e di collegamenti fra le terre del Sud della Sardegna.

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