Nel territorio comunale di Romana, l'area di Mudeju e la vicina fonte di Abbarghente mostrano un volto del tutto originale del culto delle acque nella Sardegna antica.
Anziché costruire i consueti edifici monolitici a pozzo, le comunità protostoriche preferirono organizzare il sito valorizzando direttamente le venature gassose che risalivano in superficie. Dal terreno affiorano rivoli aciduli e ricchi di sali, costante richiamo per gli abitanti della zona.
Le proprietà terapeutiche si fondevano alla dimensione mistica. Il continuo gorgoglio del flusso e la presenza di ferro disciolto venivano interpretati come manifestazioni dirette delle forze sotterranee. Chi raggiungeva le sorgenti non compiva soltanto rituali e offerte simboliche: beveva l'acqua minerale e applicava i depositi melmosi sulle parti dolenti, unendo ai gesti devozionali una pratica medica empirica basata sui benefici della terra.
I reperti emersi dalle indagini, riconducibili alle epoche punica, romana e tardoantica, attestano la prolungata fama e frequentazione di questo sito. Il complesso di Mudeju e Abbarghente a Romana evidenzia un modo concreto di vivere lo spazio sacro nell'isola antica, dove la venerazione nasceva spontaneamente davanti a un fenomeno naturale capace di donare sollievo al corpo e riunire la collettività locale.
