Meilogu e Monteacuto

Nuraghe Santu Antine

Tre torri esterne unite da un bastione e un mastio centrale al centro.

A Torralba la materia d'opera è il basalto locale, spaccato, sbozzato con mazzuoli di pietra e sovrapposto a secco. Il peso di ciascun blocco scarica direttamente su quello sottostante. In origine il vertice toccava i venticinque metri, un'altezza garantita dal diametro della base e dall'inclinazione graduale delle pareti esterne.
All'interno delle murature corrono due piani di camminamenti sovrapposti. La copertura dei passaggi sfrutta il principio della falsa volta, dove ogni filare di pietre sporge leggermente rispetto a quello inferiore, fino alla chiusura sulla sommità. Una scala intagliata nello spessore del muro collega la base ai livelli superiori. Nel cortile interno, la pavimentazione circonda la canna di un pozzo che raggiunge l'acqua della falda.

Il complesso ha funzionato come centro di potere e controllo del territorio per secoli. Le capanne circolari all'esterno documentano la presenza di un villaggio stabile, poi rioccupato da mercanti punici e coloni romani che hanno riadattato gli ambienti senza demolire la struttura preesistente. Santu Antine rimane un esempio di architettura in pietra a secco unico per complessità e dimensioni nell'Età del Bronzo.

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