Meilogu e Monteacuto

Necropoli Sant Andrea Priu

La parete di tufo a Bonorva mostra il risultato diretto di un lavoro di intaglio durato secoli.

A Sant'Andrea Priu la roccia vulcanica diviene il calco esatto delle abitazioni neolitiche. Scalpello alla mano, gli antichi costruttori hanno scolpito gli interni riproducendo nei minimi dettagli ogni elemento delle case dell'epoca, dai tetti a doppio spiovente fino alle travi a rilievo, ai focolari circolari e ai sedili legati direttamente alla pietra.
L'estensione delle camere raggiunge dimensioni eccezionali per l'ipogeismo sardo, culminando nella celebre Tomba del Capo, una fitta rete sotterranea composta da oltre venticinque vani comunicanti. Durante l'epoca bizantina, questo ambiente principale subisce una radicale riconversione in chiesa rupestre, ricevendo strati di intonaco e articolati cicli pittorici murali. Le figure dei santi e le scene evangeliche dipinte nel Medioevo aderiscono direttamente alle nicchie e ai simboli sacri scolpiti tremila anni prima.

Dominata in superficie da un imponente macigno sagomato a forma taurina, la necropoli rappresenta un caso davvero straordinario di persistenza spaziale. In questo luogo unico, la medesima cavità rocciosa ha cambiato destinazione d'uso più volte lungo i millenni, passando da cimitero preistorico a luogo di preghiera cristiano senza mai perdere la propria centralità.

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