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Guilcer e Barigadu

Ghilarza

  • Nome in sardo: Ilàrtzi
  • Abitanti: 4.064
  • Altitudine: 290 m s.l.m.
  • Nome abitanti: Ghilarzesi/Ilartzesos
  • Comuni limitrofi: Aidomaggiore, Ardauli, Bidonì, Boroneddu, Busachi, Fordongianus, Norbello, Paulilatino, Sedilo, Soddì, Sorradile, Tadasuni, Ula Tirso

In quella che milioni di anni orsono era la zona vulcanica per eccellenza in Sardegna, Ghilarza è una sinfonia di basalto scuro che affonda le sue radici nella subregione del Guilcer.

Il fulcro culturale del paese custodisce una memoria storica che valica i confini dell'isola: la Casa Museo di Antonio Gramsci. È qui, tra queste stanze in trachite nera, che il celebre pensatore e politico trascorse gli anni della sua giovinezza, lasciando un'impronta intellettuale che ancora oggi si respira nell'aria del borgo. Poco distante, l'architettura romanico-gotica della duecentesca Chiesa di San Palmerio regala un colpo d'occhio straordinario, grazie al contrasto cromatico tra il basalto scuro e la trachite bianca e rossa che ne decora la facciata.
La prospettiva di Ghilarza si allarga non appena ci si sposta verso la periferia del suo territorio, dove la natura incontra l'archeologia e l'ingegneria del Novecento. Il borgo è strettamente legato al bacino del Lago Omodeo, uno dei bacini artificiali più grandi d'Europa, nato dal sbarramento del fiume Tirso, le cui sponde offrono scenari naturalistici dominati da una ricca avifauna. Nelle campagne circostanti, a testimonianza di una frequentazione millenaria, spiccano monumenti nuragici di grande importanza come il Nuraghe Orgono, caratterizzato da una singolare planimetria e da una camera interna eccezionalmente conservata.

Ghilarza si rivela così un punto d'incontro ideale per chiunque cerchi una Sardegna lontana dai clichés balneari, capace di unire l'intensità della grande storia del Novecento al fascino intatto delle antiche civiltà della pietra.

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