Costa Verde

  • Accessibilità disabili: Si
  • Difficoltà percorso: Facile
  • Parcheggio: Si
  • Distanza dal parcheggio: Breve
  • Servizi: No
  • Sito gestito: No

Stoica, fiera, resiliente. La Torre di Flumentorgiu veglia da cinque secoli sul mare della Costa Verde, ed è il simbolo di un tempo lontano e della forza senza tempo di questa terra.

Fu costruita tra il 1577 e il 1591, quando la costa sarda era una linea di confine viva, sorvegliata giorno e notte per difendersi dalle incursioni dei pirati barbareschi. Faceva parte della lunga catena di torri volute dal Regno di Spagna, collegate tra loro da segnali di fumo e di fuoco. Ogni torre era un presidio, un punto d’allarme, ma anche un piccolo mondo a sé. Qui vivevano pochi uomini, isolati per mesi, con il compito di scrutare l’orizzonte e dare l’allerta al primo segno di pericolo.
Costruita con pietre locali, deve la sua possenza a pareti spesse più di un metro e ad una pianta conica alta circa undici metri.
L’ingresso, sollevato da terra, si raggiungeva con una scala di legno che veniva ritirata in caso di attacco, dentro, un’unica stanza coperta da una volta a cupola e, sopra, la terrazza con il punto di vedetta da cui i soldati scandagliavano con sguardo aquilino un tratto di mare vastissimo che va da Capo Pecora a sud fino al promontorio di Capo Frasca a nord.
La torre prende il nome dal vicino Flumentorgiu, il corso d’acqua che sfocia proprio ai suoi piedi, oggi quasi nascosto tra la sabbia e la vegetazione.

Oggi arrivarci è semplice, basta seguire la strada che dal centro di Torre dei Corsari conduce fino alla spiaggia, e in pochi minuti si arriva al suo cospetto, circondati da una vista talmente bella che neppure i pirati avrebbero voglia di salpare.

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