Costa Smeralda

Pozzo Sacro Sa Testa

  • Accessibilità disabili: No
  • Difficoltà percorso: Facile
  • Parcheggio: Si
  • Distanza dal parcheggio: Breve
  • Servizi: No
  • Sito gestito: No

Ai loro tempi, ormai migliaia di anni fa, erano il fulcro della vita sociale e spirituale di interi territori. Oggi, sono monumenti preistorici dal fascino fiabesco carichi di suggestione e misticismo.

Di pozzi Sacri in Sardegna se ne contano circa una quarantina, e quello di Sa Testa, è senza ombra di dubbio uno dei più significativi di tutto il panorama isolano.
Lo si trova praticamente affacciato sul fiordo olbiese, a pochi passi dalla città lungo la strada che conduce a Pittulongu, incastonato in un paradiso noto in tutto il mondo per il suo mare sfavillante.
Ma sebbene sempre di acqua si tratti, la protagonista di questa storia non è quella marina, bensì quella che dall’alba dei tempi sgorga incessante dal sottosuolo, e che da sempre ha rappresentato per l’evoluzione umana il vero ed unico elisir imprescindibile.
Per questo motivo, e per la sua preziosa rarità, le antiche genti preistoriche solevano conferire all’acqua un carattere divino, venerandola attraverso la creazione di luoghi di culto in cui il sacro elemento potesse essere celebrato e custodito.
La fonte nuragica di Sa Testa è interamente fatta con massi di granito e scisto, e oggigiorno, anche grazie agli interventi di restauro e preservazione effettuati negli anni ‘60, possiamo ammirarne la maestria con la quale fu costruita.

Durante le opere di scavo, i provetti Indiana Jones hanno rinvenuto numerosi oggetti che testimoniano il passaggio e l’utilizzo di questo sito da parte delle diverse popolazioni susseguitesi qui nel corso della storia: un braccialetto ed un anello in bronzo, un piccolo pugnale, coppe e piatti decorati e brocche di argilla, un vero tesoro oggi custodito nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari.

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