Campidano di Sanluri e Marmilla

Tomba dei Giganti Su Cuaddu 'e Nixias

  • Accessibilità disabili: No
  • Difficoltà percorso: Facile
  • Parcheggio: A bordo strada
  • Distanza dal parcheggio: Breve
  • Servizi: No
  • Sito gestito: No

Qui, poco fuori dal bucolico borgo di Lunamatrona, una grande stele di pietra arenaria si erge solenne come una sentinella che veglia da millenni. Dietro di lei, un lungo corridoio funerario scava la terra e la memoria, raccontando di antiche genti che onoravano i loro morti come eroi: questa è la Tomba dei Giganti di Su Cuaddu ’e Nixias.

Costruita nel pieno dell’età del Bronzo, la tomba sorge su una sepoltura ancora più antica. Un intreccio di epoche e di riti, di mani che hanno modellato la pietra per sfidare l’oblio. Il suo nome, “Su Cuaddu ’e Nixias”, richiama una leggenda: si dice che quel foro nella stele servisse per legare un cavallo misterioso, forse simbolo di passaggio verso l’aldilà.

Oggi, tra il silenzio dei campi e il vento che soffia leggero, la tomba continua a parlare. Al tramonto, quando la luce accarezza le pietre e il cielo si tinge d’oro, sembra davvero di trovarsi davanti a un confine tra due mondi, quello degli uomini e quello eterno degli antichi.

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