Indovina indovinello, cos’hanno in comune Dante, la Sardegna ed un conte pisano un po’ monello?
È semplice, il “Domo Andesitico di Acquafredda” ed il suo castello!
L’ambientazione è quella della valle del Cixerri, nella Sardegna sud-occidentale, dove a 4 chilometri a sud di Siliqua si erge un colle di origine vulcanica di 256 metri di altezza, che per la sua bellezza ed importanza geologica si fregia del titolo di Monumento Naturale dal 1993. Un luogo di certo niente male dove costruire una fortezza medievale, che oltre poter sfruttare una posizione strategica, aveva a disposizione anche la preziosa presenza della sorgente di Acquafredda, da cui questa roccaforte prende appunto il nome.
Si ma che c’entra il Sommo Poeta con tutto ciò? Ebbene, l’allora proprietario del castello, il leggendario conte Ugolino della Gherardesca, fu protagonista di un tradimento politico nella guerra tra Guelfi e Ghibellini, finendo poi per essere incarcerato insieme a due figli e due nipoti nella Torre della Fame a Pisa, dove morì nel 1289, come? Di fame, ovviamente.
A questa vicenda Dante Alighieri dedicò il XXXIII canto dell’Inferno nella sua Divina Commedia, accrescendo così la suggestione di questo affascinante sito storico, di cui oggi è possibile visitarne gli ambienti distribuiti su tre livelli: il borgo, la torre cisterna, ed il Mastio.
Oltre al favoloso contesto naturale e storico offerto dal Castello e dal Domo Andesitico di Acquafredda, i gentil visitatori potranno inoltre godere del freschissimo boschetto ai piedi del colle con annessa area picnic per spuntini pre o post esplorazione.
