Gallura

Gallura

Appare così, sensuale nell’indossare un territorio disegnato su misura che le dona un’aria così fiera e allo stesso tempo selvaggia; e affascinante, col suo bagaglio culturale che le conferisce quel prestigio e quella saccenza di chi ha attraversato una storia lunga millenni.

La Gallura è esattamente questo, un simbolo di seduzione di massa che da diversi decenni ormai attrae a se miriadi di folle ammaliate da tutto ciò che questo paradiso variegato ha da offrire.
Regno del sughero e del granito, abile scultore che si diverte a popolare questi luoghi di profili rocciosi dall’anima eterna. Di vini eccellenti grazie al Vermentino di Gallura, l’unico in Sardegna a poter vantare la denominazione DOCG. E poi ci sono i Dolmen, i Nuraghi, le Tombe dei Giganti, gemme preziose incastonate nella storia, il cui brillio si mischia con lo splendore di una costa che si affaccia sulla Corsica, e le cui acque sono l’Eden di velisti provenienti da ogni parte del mondo.

Tutto davvero magnifico è vero, ma c’è un piccolo problema: questo è un territorio la cui bellezza comporta per certi versi un grosso pericolo.
Chiunque lo visiti infatti corre il rischio di non volersene più andare, incappando così nel Mal di Gallura, quel famoso disturbo emotivo tipico degli innamorati di questo paradiso che, quando lontani, sentono perennemente il bisogno di tornarci ancora, ancora e ancora…

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