Checchè se ne dica, nella vita le dimensioni contano, lo sanno molto bene gli esseri umani, lo sanno gli animali, e lo sanno persino le cascate, e tra tutte quelle presenti sull’isola (e ce ne sono a decine), Muru Mannu è quella che c’è l’ha più lungo.
Ovviamente mi sto riferendo al salto massimo che compie il corso d’acqua dell’omonimo fiume, che con una caduta di ben 70 metri a picco sul “Grande Muro”(Muru Mannu), si fregia del titolo di cascata più alta della Sardegna, superando mostri sacri come Lequarci o S’Istrampu de Capo Nieddu.
A proposito di lunghezza, per raggiungere questa piccola oasi incastonata nel massiccio del Monte Linas, si percorre un sentiero completamente immerso in una natura selvaggia e rigogliosa, di circa 10 chilometri tra andate e ritorno.
Una camminata lunga e a tratti impegnativa, ma basta seguire i torrenti che costeggiano le vecchie mulattiere, e passo dopo passo ci si inoltra in scenari dal sapore documentaristico con un retrogusto fantasy: boschi profumati di flora mediterranea, gole, radure, ovili abbandonati e vecchie carbonaie.
In sintesi, un’esperienza dove le dimensioni contano eccome, ed il piacere offerto ai visitatori è doppio: lo stupore che esplode quando si arriva a destinazione e si ha davanti questo imponente monumento naturale col suo magico laghetto, unito alla sensazione di simbiosi con la natura che si prova durante l’intenso ed appagante trekking.
