Pula e Teulada

Parco Archeologico Nora

Un lembo di terra proteso verso il Mediterraneo custodisce le vestigia monumentali di Nora, riconosciuta come la gemma urbana più antica della Sardegna.

Le origini del sito affondano nell'epoca fenicia, innestandosi su una preesistente frequentazione nuragica per poi evolversi prima sotto l'influenza punica e successivamente nello splendore dell'età romana, quando il centro divenne un porto strategico di primario rilievo e capolinea della rete stradale dell'isola.
Tra le rovine che affiorano lungo la penisola di Capo Pula si distinguono il teatro romano, celebre per la sua posizione a picco sul mare e per aver ospitato spettacoli in età imperiale, i complessi termali impreziositi da raffinati pavimenti musivi geometrici e figurati, le strutture del foro e i resti di luoghi sacri come il santuario dedicato alla divinità punica Tanit. Il percorso di visita si arricchisce delle testimonianze abitative e delle antiche necropoli che raccontano la vita quotidiana, i commerci e la spiritualità della cittadina.

Riscoperta a partire dalla fine dell'Ottocento grazie ai pionieristici interventi di studiosi come Giovanni Spano, Filippo Vivanet e Filippo Nissardi, e ampiamente indagata nel Novecento con le campagne di scavo di Gennaro Pesce, l'area ha restituito una straordinaria quantità di reperti. Tra questi spicca la famosa stele di Nora, prezioso reperto epigrafico oggi custodito a Cagliari che custodisce la prima attestazione scritta del nome dell'isola.

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